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L’umiliazione

Prima pagina della Scheda CVL di Emanuele Medolago Albani

Manuela Medolago Albani è una nobile bergamasca che dal giugno del 1944 entra a far parte della Banda Barba, comandata da Rusconi. Era impegnata nei rifornimenti di viveri e medicinali e nella comunicazione di informazioni. Nell’agosto del medesimo anno, Manuela è arrestata a Trescore Balneario e portata nella locale caserma.

L’arresto è la risposta a un gesto semplice ma fermo che Manuela compie per salvare la vita di un uomo: avvertita della presenza di un partigiano ferito, Mario Zanetti, Manuela viene in suo soccorso e lo porta in ospedale a Bergamo, perché fosse opportunamente assistito. E’ tradita da una spiata e arrestata.

Nella cella della caserma a Trescore Balneario, Manuela incontra Giuseppina Carminati, arrestata e picchiata dai fascisti, la quale dà conto della rasatura di Manuela: “Finiti gli interrogatori troviamo tutti a scendere le scale Il Brignoli, Il Belotti io e la contessina Medolago con i capelli rasati. Ci fanno salire su un camioncino ci portano a Bergamo”.

A Bergamo, fanno scendere la Medolago sul Sentierone e la fanno “camminare affiancata da fascisti armati, per farla vedere alla popolazione fino alla casa del fascio, ora casa delle Libertà. Qui leggono la nostra imputazione, il ribelle era piantonato. Qui di nuovo sul camioncino per finire alle carceri di Sant’Agata”.

Manuela è liberata dopo 40 giorni in seguito ad uno scambio di prigionieri. Trasferitasi a Milano, presta servizio alla Clinica Internazionale ed è arrestata una seconda volte nel febbraio del 1945 e detenuta nel carcere di San Vittore. 
Anche la mamma di Manuela, Maria Antonietta Medolago Albani Gonzaga, rilascerà testimonianza delle violenze subite dalla figlia per mano fascista: tace l’episodio della rasatura, forse perché l’offesa subita dalla figlia contiene in sé quel di più di violenza, quella violenza inutile che umilia e brucia  ancora dopo anni in chi la subisce.

Prima pagina della Scheda CVL di Emanuele Medolago Albani
Pagina 2 e 3 della Scheda CVL
Pagine 2 e 3 della testimonianza rilasciata da Giuseppina Carminati nel dopoguerra