scheda completa

Krys Marco

Marco e Giuseppina Krys 


Gromo


Scheda di famiglia e percorso di internamento: 


Marco Krys (IG), nato a Lwow (PL) il 2 aprile 1877, e la moglie Giuseppina Weinberger (IG), nata a Vienna (A) il 25 ottobre 1878; giunsero in Italia prima del 1939, erano a Brescia nel 1940; Marco fu internato a Ferramonti il 22 febbraio 1941, Giuseppina a Treia (MC) il 22 febbraio 1941, raggiunse il marito a Ferramonti il 7 marzo 1941. Furono confinati a Clusone il 25 settembre 1941, poi a Gromo il 29 giugno 1942, dove erano presenti al settembre 1943. 

(Capitolo di riferimento: Gli “internati liberi” in provincia di Bergamo / Arrestati e deportati dal carcere di Bergamo)


Marco e Giuseppina venivano da Lwow[1] (Leopoli), una città dal 1918 sotto la sovranità polacca e occupata nel 1941 dalle armate Hitleriane. Al momento dell’invasione in città vivevano circa 200.000 ebrei: quando nel 1944 arrivarono i russi ne erano sopravvissuti due o trecento. Marco era emigrato in Austria ben prima della guerra, e lì aveva sposato Giuseppina; erano poi venuti in Italia e si erano stabiliti a Merano, dove Marco lavorava come segretario d’albergo, si erano spostati a Brescia nel 1939. Arrestati nel 1940 e internati erano infine giunti a Clusone, dove avevano trovato un alloggio di fortuna in via Querena 11; le pressioni di alcuni fascisti locali avevano poi provocato il trasferimento della maggior parte degli ebrei internati a Clusone, i Krys furono trasferiti a Gromo dove abitarono presso la casa della signora Angelina Giudici[2].


Scheda di deportazione


Marco Kris, nato a Leopoli (Polonia) il 2 aprile 1877. Ucciso all’arrivo a Auschwitz il 10 aprile 1944. 


Giuseppina Weinberger, nata a Vienna (Austria) il 25 ottobre 1878. Uccisa all’arrivo a Auschwitz il 10 aprile 1944. 


Arrestati a Gromo da italiani il 3 dicembre 1943[3].


I due arrestati dopo essere stati detenuti nel carcere di Bergamo sono inviati al campo di Fossoli, il 5 aprile 1944 sono deportati con altri 935 ebrei con il convoglio 09 che giunge ad Auschwitz il 10 aprile 1944.


Deportati identificati 609, di cui reduci 50, deceduti 559.


Marco e Giuseppina furono fra i primi arrestati nella bergamasca: era il 3 dicembre quando il maresciallo dei carabinieri di Gromo si attivò per catturare le due famiglie presenti in paese, quella di Leiser Schwamenthal e Alice Redlich e quella degli anziani coniugi Krys. Alice Redlich, avventurosamente sfuggita alla cattura, racconta l’arresto dei coniugi Krys[4]:


E allora siamo tornati a casa e in casa c’era ancora il maresciallo che andava su da quei due vecchietti e diceva: “Oggi pomeriggio vi porto, dovete venire a Bergamo con me”. Loro erano molto religiosi e sabato sera si festeggiava, cioè già il venerdì sera si cominciava a festeggiare il sabato ed era venerdì, e loro dicevano “No, noi il venerdì sera non ci mettiamo in viaggio, non possiamo”. E allora il maresciallo si mise a gridare e gridava anche verso di me dicendo “Avevate tutto il tempo per scappare, ma adesso io tengo gli occhi bene aperti, adesso non provateci neanche perché ci andrò di mezzo io. 


I coniugi Krys vennero portati al carcere di Bergamo e poi al campo di concentramento di Fossoli. Da qui ci giunge un’ulteriore testimonianza: i Krys scrissero ad Angelina Giudici, che li aveva ospitati a Gromo, una cartolina postale[5]:


CAMPO DI CONCENTRAMENTO – FOSSOLI (Modena)

Fossoli 4/04/1944


Cara signorina Angelina circa due settimane fa vi abbiamo scritto una cartolina postale alla quale non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Siccome dobbiamo domani inevitabilmente partire da qui e non sappiamo dove e non sappiamo il nostro destino. Vi preghiamo caldamente di non inviarci intanto nessuna posta fino riceverete il nostro nuovo indirizzo e di conservare gentilmente i nostri oggetti in un luogo buono e sicuro, perché attualmente non abbiamo indirizzo fisso e dobbiamo ricevere il nostro destino con rassegnazione e sperare alla prossima pace per l’umanità. State tutti bene e tanti tanti cordiali saluti e migliori voti. Coniugi Krys.


Il giorno dopo, il 5 aprile 1944, partì il convoglio per Auschwitz, con loro altri 21 ebrei catturati nella provincia di Bergamo; giunsero ad Auschwitz il 10 aprile 1944 e trovarono subito la morte nelle camere a gas.


Forse a Fossoli Marco aveva fatto in tempo a vedere per l’ultima volta la sorella Betty, di un anno più giovane, che era stata arrestata in provincia di Ascoli Piceno il 30 novembre 1943 e detenuta prima nel campo di Servigliano e poi a Fossoli; deportata ad Auschwitz il 16 maggio 1944 era stata anche lei uccisa all’arrivo il 23 maggio 1944.



[1] Lwow, in italiano Leopoli.


[2] Cfr. Mino Scandella, Ricordate che questo è stato, ebrei internati liberi a Clusone 1941-1945, Quaderni di CLUBI n. 10, Clusone (BG), Comune di Clusone, 2016, pp. 48, 67 e Isrec Bg, carte Schwamenthal.


[3] La data di arresto è desunta dal racconto di Alice Redlich in Riccardo Schwamenthal, Alice racconta – Una famiglia ebrea in fuga dai nazifascisti da Vienna a Ferramonti a Bergamo, www.deportati.it/librionline/default.htlml, sito dell’Aned, p. 16.


[4] Cfr. Riccardo Schwamenthal, Alice racconta – Una famiglia ebrea in fuga dai nazifascisti da Vienna a Ferramonti a Bergamo, op. cit., p. 16.


[5] Isrec Bg, carte Schwamenthal.