In montagna: impossibile dirsi estranee

Claudia Mosconi

Claudia Mosconi nasce a Cazzano Sant’Andrea da Pietro e Ida Martinelli. Il padre lascia ben presto il lavoro nella fornace di famiglia e nel 1922 con moglie e figli (Gina nata nel 1911, Maria 1914, Claudia 1916, Stefano 1917, Amalia 1921) si trasferisce a Castelnuovo Garfagnana dove con l’impresa edile sua e del fratello Rocco… Continua a leggere In montagna: impossibile dirsi estranee

In montagna: una casa su cui contare

Lia Battaggion nel giorno del suo matrimonio con Cesare Bonino

Attilia Battaggion, da tutti chiamata Lia, nasce a Bergamo il 29 marzo 1916 nella numerosa famiglia di Maria Lievora e Enrico: Lia unica figlia femmina ha tre fratelli, due gemelli più grandi, Gino e Giulio, e uno più piccolo, Aldo.  La famiglia ha origini venete e il padre ha avviato a Bergamo un’industria di macchinari;… Continua a leggere In montagna: una casa su cui contare

La pienezza dell’agire

Gina Oberti

Gina Oberti nasce a Bergamo nel 1900: prima figlia di una famiglia in cui l’impegno politico non era particolarmente sentito, si concentra sul proprio lavoro di impiegata fino a quando la lontana parentela con Mario Invernicci, uno dei protagonisti della Resistenza bergamasca, la porta a diventare staffetta alle dirette dipendenze del Comando Divisione Orobica. Con… Continua a leggere La pienezza dell’agire

La staffetta, un simbolo

Elisa Forzenigo

L’immagine della staffetta è diventata il simbolo della donna nella Resistenza. Come ogni simbolo, ha contribuito negli anni a semplificare e ridurre l’esperienza femminile, ma in quell’immagine si è condensata anche tutta la “vivezza del ricordo di un’esperienza eccezionale” in cui le esigenze pratiche di una guerra non tradizionale aprono a possibilità prima impensabili di… Continua a leggere La staffetta, un simbolo

Per il proprio presente

Mimma Quarti

“Un punto gonfio di vuoto” è la metafora usata da Natalia Ginzburg a indicare l’Italia fascista e quel sentimento, provato da molte e molti, di vivere in un paese bloccato, fuori dal corso della storia, ipocrita nella sua adesione a una propaganda di regime lontana dalla reale esperienza delle persone e in cui la dimensione… Continua a leggere Per il proprio presente

La spia e la sua rete

Il Collegio Dante Alighieri in via Gallicciolli sede della Op di Resmini

Conosciamo la storia delle spie attraverso i documenti dei processi che a loro carico si tennero nel dopoguerra.  In essi vanno emergendo le tante ragioni per cui si diventa spia – dall’adesione ideologica al nazifascismo al rancore personale per le vittime della denuncia, dall’avidità a desideri di vendetta -, ma soprattutto si esplicita il nesso… Continua a leggere La spia e la sua rete

La spia e le reti della Resistenza

Prima pagina della Sentenza della Corte d’assise di Bergamo contro Clelia Fioretti in Bossi, 4 marzo 1946

Non si tratta di fare della spia l’incarnazione del male assoluto che viene a rompere la concordia tra formazioni partigiane o dentro la formazione: sarebbe  idealizzare un’esperienza complessa e carica di tensioni che nascono proprio dall’intreccio nella Resistenza di sensibilità, cultura e tradizioni diverse, intreccio in cui si sostanzia l’importanza della Resistenza per la storia… Continua a leggere La spia e le reti della Resistenza

Le relazioni con il nemico: tradurre le parole del nemico

Katy Gregis, con il suo cagnolino, fotografata a Schilpario alla fine degli anni Quaranta

Katy era nata in una famiglia agiata di Rivamonte Agordino ed aveva imparato fin da bambina, in una scuola svizzera, il tedesco. Quando si sposa con Felice Gregis viene a Bergamo: la loro casa è in via San Bernardino. Nei primi mesi dell’occupazione tedesca, Katy è attiva nell’aiuto agli ex prigionieri della Grumellina: non solo… Continua a leggere Le relazioni con il nemico: tradurre le parole del nemico

Le relazioni con il nemico: prove di dialogo

Mary Tadini Leidi, per gentile concessione dei nipoti di Mary Tadini

Il 4 novembre 1943 Mary Tadini Leidi è tra le donne che depongono i fiori davanti alla Torre dei Caduti in un gesto simbolico di sfida all’occupante nazista e al suo collaboratore fascista. Vive con estrema tensione e consapevolezza quei primi mesi d’occupazione in cui “la vita a Bergamo diventa difficile. Arresto Betty Ambiveri, don… Continua a leggere Le relazioni con il nemico: prove di dialogo

Dissimulare: segni quotidiani di condivisione

Da sinistra Rosanna e Elisabetta Bonomi, nipoti di Betty Ambiveri

La notte del 24 novembre 1943, irrompono nella villa della famiglia Ambiveri, a Seriate, una trentina fra tedeschi e fascisti. Quella notte in casa dormivano Betty Ambiveri e i suoi familiari, fra cui le nipotine Rosanna ed Elisabetta, ed altre persone ospitate perché sfollate o rifugiate. Tedeschi e fascisti si mettono alla ricerca di armi… Continua a leggere Dissimulare: segni quotidiani di condivisione